BARRIERE ARCHITETTONICHE NEI CONDOMINI? L’AVVOCATO RISPONDE

 

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 ANACI SEDE PROVINCIALE VARESE  -  BARRIERE ARCHITETTONICHE ED ASCENSORI

INSTALLAZIONE ASCENSORI E SERVO SCALA IN EDIFICI CONDOMINIALI CHE NE SONO PRIVI

Deliberazione assembleare - Limiti e divieti - Iniziativa del singolo - Rapporti con il regolamento di condominio

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Vedi anche SPESE DELL'IMPIANTO INSTALLAZIONE POSTUMA ASCENSORE

MONTI Studio amministrativo

 

ASCENSORE ESTERNO IN CONDOMINIO: PROBLEMATICHE LEGALI

 L'installazione di un ascensore in un immobile condominiale è configurabile quale innovazione suscettibile di utilizzazione separata da parte dei condomini ai sensi dell'art. 1121 c.c. Quando l'impianto viene realiz-zato all'esterno, è necessario tenere presente tre limiti:

la destinazione delle parti comuni: poiché a mente dell'art. 1120 c. 4 c.c. sono vietate le innovazioni che rendano talune parti comuni inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino, è necessario valutare se l'eventuale occupazione delle aree comuni esterne sia ostativa alla realizzazione dell'opera. Il concetto di inutilizzabilità è stato interpretato dalla giurisprudenza non come il semplice disagio nell'utilizzazione del bene comune in conseguenza dell'installazione, ma come "concreta inutilizzabilità della cosa comune secondo la sua naturale fruibilità" (Cass. n. 18334/2012). Di conseguenza, è stata considerata legittima la costruzione di un ascensore esterno che occupava una minima parte del cortile comune, rendendone meno agevole la fruizione ma non per questo inutilizzabile.

il decoro architettonico: la tutela del decoro architettonico mira ad evitare la diminuzione di valore dell'immobile in conseguenza del mutamento estetico apportato dall'innovazione. La realizzazione di un'opera che determini un'alterazione dell'edificio condominiale, pertanto, risulta vietata ex art. 1120 c. 4 c.c. quando comporti altresì un deprezzamento dell'intero fabbricato, essendo invece lecito "il mutamento estetico che non cagioni un pregiudizio economicamente valutabile o che, pur arrecandolo, si accompagni a un'utilità la quale compensi l'alterazione architettonica che non sia di grave e appariscente entità" (ex multis, Cass. n. 4474/1987).

il diritto di luce e veduta: la limitazione della visibilità e dell'ariosità, oltre che dell'utilizzo e dell'accesso, a discapito anche di uno solo dei condomini, non di rado, ha rappresentato la ragione sufficiente per determinare la nullità della delibera assembleare e impedire la realizzazione dell'ascensore esterno (cfr. ex multis, Cass. n. 6295/2015) sulla scorta che "i poteri dell'assemblea non possono invadere la sfera di proprietà dei singoli condomini, sia in ordine alle cose comuni che a quelle esclusive, salvo che una siffatta invasione sia stata da loro specificamente accettata o nei singoli atti di acquisto o mediante approvazione del regolamen-to di condominio che la preveda" (Cass. n. 4726/2016).

In ogni caso, vanno considerate prevalenti le disposizioni in tema di innovazioni eventualmente riportate nel regolamento di condominio contrattuale.

            La maggioranza e la ripartizione delle spese

L'installazione di un ascensore esterno in un immobile condominiale che ne sia sprovvisto va deliberata con le maggioranze di cui all'art. 1136 c. 5 c.c.

Le spese per la successiva manutenzione e conservazione sono sostenute dai condomini in base all'artico-lo 1124 c.c. In caso di dissenso di alcuni condomini alla realizzazione dell'opera, a cagione della gravosità della spesa o alla voluttuarietà dell'innovazione, le spese per l'installazione e la manutenzione dell'ascen-sore esterno devono essere sostenute, secondo la previsione dell'art. 1121 c.c., dai condomini che hanno provveduto alla realizzazione dell'impianto e che, per l'effetto, ne sono divenuti proprietari. L'uso dell'ascensore esterno può comunque essere consentito anche ai condomini originariamente dissenzienti, che abbiano successivamente manifestato l'intenzione di servirsene, provvedendo alle spese per l'installazione e a quelle per la manutenzione.

L'abbattimento delle barriere architettoniche

Quando l'installazione di un ascensore esterno costituisce misura adottata per l'abbattimento delle barriere architettoniche, secondo quanto previsto dall'art. 1136 c. 2 c.c., la maggioranza richiesta per l'approvazione dell'opera è quella semplice, mentre se l'installazione avviene a cura e spese di un condomino disabile non è necessaria l'autorizzazione dell'assemblea.

In quanto opera finalizzata all'eliminazione di barriere architettoniche, inoltre, l'ascensore esterno può es-sere realizzato in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, ex art. 79 TUE, salvo il rispetto delle distanze previste dagli artt. 873 e 907 c.c. nel caso in cui tra l'innovazione e i fabbricati alieni non intercorrano spazi di proprietà o uso comune.

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Fonte: Studio Cataldi - Avv. Laura Bazzan

 

TORINO IL GIUDICE OBBLIGA I CONDOMINI A PERMETTERE L'INSTALLAZIONE DELL'ASCENSORE AL DISABILE.

Il condominio è obbligato ad accettare l'installazione di un ascensore in presenza di una persona con disabilità. E' una nuova vittoria della cultura delle pari opportunità. Ne dà notizia in un comunicato la CPD - CONSULTA PERSONE IN DIFFICOLTA', con sede a Torino.

Si tratta di un precedente legale molto significativo che farà sicuramente giurisprudenza: il giudice monocratico del Tribunale Civile di Torino, Edoardo Di Capua, ha emesso una storica sentenza - relativa alla causa n° 18408/2005 - con cui ha dichiarato l'obbligo ai sensi di legge per i condomini  di Corso Umbria 24 di permettere a Grazia Loiacono di installare a sue spese l'ascensore necessario per superare le barriere architettoniche nel palazzo in cui abita.

Il giudice, sentito il parere del perito del Tribunale, ha anche indicato come idoneo il progetto presentato dalla stessa Loiacono, difesa in giudizio dall'avvocato Davide Civallero e sostenuta dalla Consulta che le è stata a fianco sin dalle prime discussioni con gli altri condomini. Gli stessi condomini potranno utilizzare l'ascensore al bisogno, previo pagamento della loro quota per l'installazione e delle spese di manutenzione nel frattempo effettuate, rivalutate degli interessi e dell'inflazione. Tutte le domande di merito ed istruttorie proposte dall'amministratore del condominio di Corso Umbria sono, invece, state rigettate.

Questa sentenza dona speranza a tante altre persone con disabilità per le quali un ascensore, seppur inviso ad altri condomini, è strumento minimo di autonomia.

Per ulteriori informazioni: CPD - CONSULTA PERSONE IN DIFFICOLTA' Ufficio comunicazione Via San Marino,10 - 10134 Torino - Tel. 011/319 81 45 - 011/318 82 85 - Sito: www.cpdconsulta.it

 

Aggiornato agosto 2020

Informahandicap – Email: infohandicap@comune.carmagnola.to.it

 

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