INDICE ARTICOLI 2009

 

 

.GLI EFFETTI DELLA MUSICOTERAPIA SUL CERVELLO STUDIATI ALL’UNIVERSITÀ DI FERRARA.

.CONTRIBUTI PER L’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE  – Legge 13/1989.

.CONGEDI BIENNALI RETRIBUITI ANCHE AI FIGLI DI PERSONE CON GRAVE HANDICAP.

.“RIMORCHIARE” SI PUÒ.

.ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO ANCHE AI LAVORATORI CON “A CARICO” UN SOGGETTO DISABILE.

.TESSERA DI LIBERA CIRCOLAZIONE BASTA IL 67% D’INVALIDITÀ  -  E' TEMPO DI VACANZA.

.NEI PARCHEGGI A PAGAMENTO PAGO O NON PAGO?.

.RICORSI E DOMANDE DI ACCERTAMENTO PER L’INVALIDITÀ CIVILE.

.CONSIGLI UTILI PER PATOLOGIE ESENTI DA REVISIONE DELLE VISITE.

.LA REGIONE ISTITUISCE IL SOSTEGNO ALLA DIALISI DOMICILIARE.

.SARÀ L’INPS A GESTIRE LE DOMANDE D’INVALIDITÀ CIVILE, HANDICAP E DISABILITÀ.

 

 

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Articolo 1 -  gennaio 2009

 

GLI EFFETTI DELLA MUSICOTERAPIA SUL CERVELLO STUDIATI ALL’UNIVERSITÀ DI FERRARA

 

Da tempo La Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara organizza programmi di attività motoria in cui musica, danza e giochi sono i protagonisti. Musica, udito e cervello sono infatti strettamente collegati. E proprio sulle “orecchie del cervello” stanno lavorando da tempo i neurologi ferraresi guidati da Enrico Granirei, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara, Patrik Fazio, Ernesto Gastaldo e gli Specialisti della Promozione dell’attività Motoria, giovani dottori laureati in Scienze motorie che si occupano della ricerca sull’attività motoria applicata ai disturbi del movimento nelle patologia neurologiche disabilitanti. Si chiama Promot, il “Gruppo di Promozione di Attività Motorie applicata alla Patologia Neurologica”, formato da giovani laureati in Scienze Motorie che, insieme ai docenti di neurologia, si pongono come obbiettivo la “Ricerca di una Migliore Qualità di Vita”. Ed è proprio attraverso il coinvolgimento emotivo, i giochi, gli stimoli musicali, la danza che il Gruppo Promot dal 2005 studia e applica sui pazienti affetti da malattie neurologiche croniche disabilitanti come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, atassie cerebrali, spasticità da varie cause e in particolare da ictus e traumi cranici e spinali, programmi di attività motoria accompagnati dalla terapia musicale e dalla danza. Scopo del programma è proprio quello di allenare e sviluppare, attraverso gli stimoli emotivi provocati dalla musica, le capacità motorie e mentali in quei degenti che le hanno perse a causa di malattie specifiche del sistema nervoso. Le ricerche più rilevanti di questi ultimi anni sono favorite dall’uso di apparecchiature non invasive e si concentrano sulla fisiologia dell’udito per verificare la reazione dei vari soggetti agli stimoli musicali, alla percezione dei toni, dell’intensità e del timbro, del volume e della densità. Aspetto fondamentale del progetto è che le persone coinvolte in queste attività attraverso semplici passi di danza, musica, ritmi, giochi, vengono preparate per svolgere movimenti spontanei che nascono dalla loro risposta emotiva interna. Ricerche, quelle condotte dal gruppo ferrarese che, grazie ai loro risultati, hanno portato l’Università di Ferrara a partecipare lo scorso giugno al Congresso Musica e Neuroscienze in Canada, a Montreal organizzato dalla Fondazione Mariani e dedicato all’interazione tra musica e cervello in condizioni fisiologiche e patologiche.

Fonte: Nonsoloabili.org

 

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Articolo 2 -  febbraio 2009

 

CONTRIBUTI PER L’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE  – Legge 13/1989

 

Come di consueto, vogliamo ricordare agli interessati che il 1° Marzo 2009 scade il termine per la presentazione delle domande di contributo regionale, a fondo perduto, per la realizzazione di interventi finalizzati all’eliminazione e al superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati (si precisa che le domande presentate dopo non decadono, ma entrano nella graduatoria dell’anno successivo). Hanno diritto al contributo i seguenti soggetti:

- I disabili che sostengono direttamente le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

- Coloro che hanno a carico soggetti disabili in quanto genitori o tutori.

- Le persone che sostengono le spese in qualità di proprietario dell’immobile o parente o altro soggetto allo scopo di adattare l’alloggio o facilitare l’accesso all’edificio in cui risiede una persona disabile.

- I condomini ove risiedano i soggetti (solo per le spese di adeguamento relative a parti comuni).

- I centri o gli istituti residenziali per l’assistenza a persone handicappate.

La domanda, redatta su apposito modulo, deve essere presentata dalla persona disabile o da chi ne esercita la potestà o tutela al Sindaco del Comune dove è situato l’immobile oggetto dell’intervento. IMPORTANTISSIMO: la domanda deve essere presentata, TASSATIVAMENTE, prima dell’inizio dei lavori e previa autorizzazione dell’intervento da parte dell’Ufficio Tecnico, altrimenti si perde il diritto ad avere il contributo. Nel caso vi sia la necessità di un intervento all’esterno dell’abitazione (ascensore, montascale, rampe, ecc.) ed uno all’interno, (allargamento di porte, adeguamento del bagno o della cucina, ecc.) è possibile presentare, anche contemporaneamente, due richieste distinte di contributo. Per ulteriori informazioni e ritiro della modulistica per la domanda, rivolgersi all’Ufficio competente del proprio Comune.

Per il Comune di Carmagnola l’ufficio competente è: Ufficio Urbanistica, edilizia privata, settore eliminazione barriere architettoniche, presso l’Ufficio Tecnico – Piazza Manzoni, 10/12 – Tel: 011 9724254 – Lunedì/Mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 Giovedì dalle 9.00 alle12.00 e dalle 14.30 alle16.30. Responsabile geometra Walter Tesio.

Inoltre, per informazioni, ci si può rivolgere anche a: Regione Piemonte Direzione dell’Edilizia Settore Attuazione degli Interventi in Materia di Edilizia Via Lagrange, 24 – 10123 Torino – Tel. 011 4323172-4323203.

 

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Articolo 3 - marzo 2009

 

CONGEDI BIENNALI RETRIBUITI ANCHE AI FIGLI DI PERSONE CON GRAVE HANDICAP

 

Per la terza volta la Consulta entra nel merito della legittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, quello che prevedeva la concessione dei congedi lavorativi retribuiti biennali, inizialmente, ai soli genitori che assistano figli con handicap grave o, dopo la loro scomparsa, ai fratelli o alle sorelle conviventi con la persona disabile.

La Corte Costituzionale, rispondendo a dubbi di legittimità sollevati da altrettanti Tribunali, ha dapprima stabilito che i congedi spettano ai fratelli o alle sorelle conviventi anche nel caso in cui i genitori siano essi stessi inabili e, quindi, non in grado di assistere il figlio con handicap (sent. 08/06/05, n. 233). Successivamente (sent. 18/04/07, n. 158) ha dichiarato illegittima la norma nella parte in cui non prevede la concessione del congedo biennale al lavoratore che assista il coniuge con handicap grave. Quindi i congedi spettano anche al coniuge.

Ora, con la sentenza n. 19 del 26/01/2009, la Corte si pronuncia sul dubbio di legittimità costituzionale sollevato dal Tribunale di Tivoli (Ordinanza 26 marzo 2008) rispetto all’esclusione dalla concessione dei congedi lavorativi biennali retribuiti ai figli che assistano il genitore con handicap grave (art. 3 comma 3, Legge 104/1992). Nella Sentenza, la Corte rileva che «La disposizione censurata, omettendo di prevedere tra i beneficiari del congedo straordinario retribuito il figlio convivente, anche qualora questi sia l'unico soggetto in grado di provvedere all'assistenza della persona affetta da handicap grave, viola gli artt. 2, 3 e 32 Cost., ponendosi in contrasto con la ratio dell'istituto. Questa, infatti, come sopra evidenziato, consiste essenzialmente nel favorire l'assistenza al disabile grave in ambito familiare e nell'assicurare continuità nelle cure e nell'assistenza, al fine di evitare lacune nella tutela della salute psico-fisica dello stesso, e ciò a prescindere dall'età e dalla condizione di figlio di quest'ultimo». La Corte dichiara quindi l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del D L 26/03/01, n. 151 «nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.» Pertanto, dopo la Sentenza citata anche i lavoratori che assistono il genitore con handicap grave, finora esclusi dal beneficio, hanno diritto a richiedere la concessione dei due anni di congedo retribuito.

Dalla Sentenza emergono chiare due condizioni per questa concessione. La prima: l’effettiva convivenza con il genitore da assistere. La seconda: l’assenza di altre persone «idonee» a prendersi cure del genitore disabile grave. La Consulta non precisa cosa significhi «idonee», il che lascia aperti dubbi interpretativi che potrebbero essere interpretati in modo restrittivo dagli Istituti previdenziali o dalle aziende e, quindi, ingenerare contenziosi. Rimangono esclusi dal beneficio i lavoratori che, pur assitendo un familiare con handicap grave e convivano con questi, non siano genitori, coniugi, fratelli o sorelle, o figli. Ad esempio, nipoti, cugini, generi non possono richiedere la concessione dei due anni di permesso retribuito.

Il lavoratore che si trovi nelle situazioni descritte dalla Sentenza 19/2009, ha già da ora diritto al congedo biennale (anche frazionabile) retribuito. Può richiedere la concessione di questo congedo seguendo lo stesso iter già previsto per gli altri titolari del beneficio (genitori, coniuge, fratelli e sorelle).

Verosimilmente nell’immediato riceverà un diniego dall’Istituto previdenziale di riferimento o dall’azienda (sopratutto se pubblica), motivato dall’assenza di disposizioni applicative. Il lavoratore, in questo caso, può avviare, supportato da un patronato sindacale, un contenzioso con l’azienda, valutando l’ipotesi di una diffida o di una denuncia che avrebbe esiti senza dubbio favorevoli al ricorrente. In alternativa può scegliere di attendere (ci potrebbe volere qualche mese) l’emanazione di disposizioni applicative da parte degli Istituti previdenziali ed altre autorità ministeriali.

Fonte: www.handylex.org

 

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Articolo 4 -  aprile 2009

 

“RIMORCHIARE” SI PUÒ

 

Una storia e un problema. Dopo un brutto incidente, e una lunga convalescenza, sono tornato ad una vita normale e ho cambiato lavoro riprendendo l’azienda agricola di famiglia. Ho una patente speciale che mi consente di guidare, con qualche adattamento, nonostante abbia perso l’uso dell’arto sinistro. Mi dicono che posso guidare anche le macchine agricole. Qualcuno però mi terrorizza affermando che non posso trainare rimorchi di peso superiore ai 750 kg. E i rimorchi in agricoltura sono importanti…. Un problema per una volta non legislativo, ma di informazione.

Infatti, una norma poco conosciuta stabilisce che: i titolari di patente speciale possono guidare i trattori agricoli e anche trainare eventuale rimorchi. Il Decreto 17 gennaio 2005 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (“Individuazione dei tipi e delle caratteristiche delle macchine agricole e delle macchine operatrici che, eventualmente adattate, possono essere guidate dai titolari di patenti speciali”) ha dato attuazione all’articolo 124 del Codice della Strada (“Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici”) che ammette che anche le persone disabili possano condurre una macchina agricola o operatrice.

Allora fu un risultato dell’azione politica della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. I veicoli interessati dal Decreto sono quelli indicati negli articoli 57, 58 e 115 del Codice della Strada e cioè le macchine agricole “a ruote o a cingoli destinate ad essere impiegate nelle attività agricole e forestali (...)”, le macchine operatrici “semoventi o trainate, a ruote o a cingoli, destinate ad operare su strada o nei cantieri (...)” e le “macchine agricole o loro complessi che non superino i limiti di sagoma e di peso stabiliti per i motoveicoli (...)”. Quindi la disposizione non riguarda solo le macchine semoventi, ma anche quelle trainate, cioè i rimorchi e le diverse apparecchiature necessarie ad esempio in agricoltura (fresatrici, seminatrici, concimatrici ecc.).

Dunque, l’articolo 1 del Decreto 17 gennaio 2005 ammette la possibilità per i titolari di patente B speciale di guidare questi mezzi, se opportunamente adattati: “le macchine agricole, di cui all’art. 57 del codice della strada e le macchine operatrici, di cui all’art. 58 del codice della strada escluse quelle eccezionali, possono essere guidate dai titolari della patente speciale della categoria B, purché adattate secondo le prescrizioni riportate sulla patente di guida”. La norma precisa che gli eventuali adattamenti sui veicoli di cui al comma precedente debbono vicariare i comandi originari e sono soggetti ad approvazione a norma del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada.

Testo tratto da Mobilità n. 58/2008.

 

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Articolo 5 - maggio 2009

 

ESONERO DAL LAVORO NOTTURNO ANCHE AI LAVORATORI CON “A CARICO” UN SOGGETTO DISABILE

 

Il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità” (Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, articolo 53), si occupa anche dello svolgimento del lavoro notturno prevedendo che alcune categorie di lavoratori non debbano obbligatoriamente essere impegnate nel lavoro notturno. Le categorie interessate da questa agevolazione sono tre.

La prima categoria interessata dall'agevolazione sono le lavoratrici madri di un figlio di età inferiore a tre anni o, alternativamente, i padri conviventi con le stesse.

La seconda categoria è quella della lavoratrice o del lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni.

Con queste due indicazioni il Legislatore ha voluto riconoscere la prevalenza dell'assistenza ai figli rispetto all'organizzazione del lavoro. Ma la normativa vigente prevede anche una terza categoria che non può essere obbligatoriamente adibita al lavoro notturno. Si tratta dei lavoratori che “abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104”.

Fino ad oggi non era chiaro che cosa si intendesse con la locuzione "a carico". Lo ha chiarito, rispondendo ad un interpello, il Ministero del lavoro con la Risoluzione n. 4 del 6 febbraio scorso. Il Ministero si rifà alle indicazioni della Legge 104/1992 (che pur non tratta di lavoro notturno), sostenendo che la definizione “a carico” vada ricollegata e resa omogenea a quanto disposto dalla norma a proposito della concessione dei permessi lavorativi. Pertanto il disabile va considerato “a proprio carico” anche ai fini dell’esenzione dal lavoro notturno quando il lavoratore presti a questi effettiva assistenza. Il Ministero riprende, a tal proposito, le indicazioni della Circolare INPS 23 maggio 2007 n. 90, adottando il principio che “tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purché assuma i caratteri della sistematicità e dell'adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilità in situazione di gravità.”

Va ricordato che l’INPS non ha mai precisato i concetti di “sistematicità” e “adeguatezza”, lasciando quindi ampio margine interpretativo alla proprie Sedi periferiche e ai datori di lavoro.

Fonte: Handylex.org

 

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Articolo 6 - giugno 2009

 

PER LA TESSERA DI LIBERA CIRCOLAZIONE ORA BASTA IL 67% D’INVALIDITÀ.

 

Ricordiamo brevemente che la tessera da diritto a viaggiare gratis su tutti gli autobus urbani ed extra urbani della Regione Piemonte e su tutti i treni regionali e interregionali; hanno diritto alla tessera cartacea gialla i residenti nella Regione Piemonte che rientrano nelle seguenti categorie: Ciechi assoluti e ciechi ventesimisti (accompagnatore gratis); – Sordomuti; - “Grandi invalidi" (di guerra, civili di guerra e per servizio), appartenenti alle categorie dalla Iª alla IVª (per quelli della Iª categoria con una super invalidità, l’accompagnatore gratis); - Disabili (invalidi civili e del lavoro) con una percentuale d'invalidità, da gennaio 2009, a partire dal 67% (nei casi di invalidità al 100% accompagnatore gratis); - I minori invalidi (accompagnatore gratis); - Gli ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti nello svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (art. 6 del D.Lgs. 509/1988) indipendentemente dal grado d’invalidità.

Gli interessati devono presentarsi con un documento d’identità valido e il certificato di invalidità originale o, in alternativa, con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio nei seguenti uffici: i residenti in Carmagnola presso l’ufficio URP del Comune - tel. 011 9724352 - da Lun. a Ven. 8,30-12,15/13,45-15 (Mar. e Ven. pomeriggio chiuso) Gio. 13,45-17,15. I residenti nella Provincia di Torino presso GTT S.p.A, Centro Servizi al Cliente, C.so Francia n. 6 (n. verde 800.019.152) o presso i Circondari della Provincia di Torino.

Da febbraio 2007 è disponibile “La tessera elettronica di libera circolazione” (“contactless ticket”) per viaggiare gratuitamente anche sulla metropolitana. Fermo restando le modalità per il rilascio citate sopra, chi fosse interessato alla tessera elettronica, dovrà esibire in aggiunta alla documentazione anche la ricevuta di versamento intestata a: Gruppo Torinese Trasporti S.p.A. – conto corrente n°: 19774108 – causale: Tessera elettronica di libera circolazione – importo bollettino: € 5,40 (€ 4,80 diritti fissi + € 0,60 spese di spedizione), dopo circa 30 giorni gli verrà recapitata a domicilio. Invece i possessori della tessera cartacea, che volessero richiedere quella elettronica per usare anche la metropolitana, dovranno restituirla allegandola ai documenti della domanda stessa.

Infine ricordiamo anche che i residenti nel Comune di Carmagnola con i seguenti requisiti: - Ultrasessantacinquenni; - Disabili (invalidi civili e del lavoro) con percentuale di invalidità superiore al 65 %; - Invalidi di guerra, civili e per servizio, appartenenti dalla 1a alla 4a categoria, possono richiedere all’ufficio Trasporti del Comune (piano terra uff. 2 - t. 011 9724275/4350, stessi orari su citati) il rilascio della tessera personale per usare gratis gli autobus del servizio di trasporto urbano.

Lo sportello è disposizione per ulteriori e più dettagliate informazioni.

 

E' TEMPO DI VACANZA

 

Come è ormai consueto, grazie all’Informadisabile del servizio Passepartout del Comune di Torino, anche quest’anno siamo in grado di offrire un ampio ventaglio di riferimenti utili per poter organizzare una vacanza, nel limite del possibile, “senza problemi”. I bravi componenti della redazione hanno raccolto una serie di siti dove è possibile trovare tutte le indicazioni su come, a seconda delle proprie disponibilità e delle proprie esigenze, sia possibile organizzarsi in questo periodo dell'anno tanto atteso. La ricerca è stata suddivisa per aree tematiche cercando di renderla il più agevole possibile utilizzando i motori di ricerca più completi, con la speranza di riuscire a stimolare la curiosità e soprattutto soddisfare il bisogno di informazione, per assicurare l’accessibilità e il pieno utilizzo delle strutture turistiche, che è il presupposto fondamentale, per garantire alle persone che hanno bisogni particolari un ampio grado di autonomia e scelta nel loro vivere quotidiano.

Inoltre è a disposizione un’ulteriore e interessante guida su cd-rom: "Turismo per tutti", espressamente dedicata alla Valle d'Aosta, suddivisa secondo le differenti necessità delle persone disabili, anziani, o con particolari esigenze le cui pagine web, dedicate alla guida, si possono visitare al seguente indirizzo: http://turismopertutti.granparadisonatura.vda.it/

Infine ricordiamo che nel caso di specifiche richieste ed informazioni più dettagliate, noi volontari siamo a disposizione il martedì ed il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18 (gli operatori dell’Informagiovani in tutti gli altri orari di apertura) per le vostre domande, per fornire del materiale e per farvi navigare con internet utilizzando, se necessario, la nostra postazione informatica dotata di periferiche specifiche per disabili.

I volontari dell’Informahandicap e gli operatori dell’Informagiovani augurano a tutti buone vacanze… accessibili!

 

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Articolo 7 -  luglio-agosto 2009

 

NEI PARCHEGGI A PAGAMENTO PAGO O NON PAGO?

 

Il Ministero dei Trasporti, con la nota del 6/2/06 - Prot n. 107, ha affrontato con chiarezza, la questione della gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli di persone invalide con regolare contrassegno. L'APCOA Parking talia S.p.A., che gestisce parcheggi a pagamento cittadini di alcune città italiane e straniere, ha presentato un articolato ricorso al TAR del Lazio chiedendone l'annullamento.

Il TAR del Lazio (Sez. III ter) con la sentenza n. 6044 del 25/6/06, riconosce la titolarità del Ministero ad emettere quella Nota ma riconosce anche che "l'attività di parcheggio in specifiche aree ad essa destinate" non rientri nel concetto di <<circolazione stradale>> poiché queste aree sono poste fuori dalla carreggiata. Pertanto sicuramente nelle aree di parcheggio attrezzato (custodito e a pagamento) non può essere invocata la Nota del Ministero.

Inoltre il TAR richiama l'art. 11, co. 5, del DPR 503/96 in cui si precisa: <<(...) devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50>>. E' chiaro che 1/50 è quello minimo e non quello massimo e il TAR precisa che il rispetto di tale indicazione è richiamata nella convenzione fra l’Amministrazione Comunale e l’Azienda concessionaria del parcheggio. Nella sostanza, prevedere un'indeterminata gratuità dei parcheggi per i titolari di "contrassegno invalidi" è causa di un mancato introito non preventivabile né giustificato dagli atti di concessine. Il TAR del Lazio ha quindi annullato la Nota del Ministero dei Trasporti che perciò non può essere usata nemmeno per i parcheggi posti lungo le carreggiate e delimitati da linee blu.

Dopo questa sentenza, ai Cittadini non rimangono strumenti normativi per invocare la gratuità incondizionata dei parcheggi a pagamento (naturalmente la sentenza non impedisce ai Comuni di prevedere comunque la gratuità della sosta ai veicoli dei disabili nei parcheggi a pagamento nel territorio di loro competenza). Quindi, per non incappare in brutte sorprese, consigliamo di informarsi presso la Polizia Municipale locale sulla gratuità o meno dei parcheggi, prima di lasciare l’auto in zone a pagamento pensando sia gratuito.

Fonte: http://www.handylex.org/schede/zoneblu.shtml

 

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Articolo 9 - settembre 2009

 

RICORSI E DOMANDE DI ACCERTAMENTO PER L’INVALIDITÀ CIVILE

 

La Legge 18 giugno 2009, n. 69 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.”) contiene un brevissimo articolo – il 56 – che riguarda le domande volte a ottenere il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni e indennità, comunque denominati, spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo.

L’articolo estende a queste domande le medesime regole che già valgono per gli assegni e le pensioni per la cosiddetta “invalidità pensionabile”. La norma di riferimento (L. 222/1984, art. 11), infatti, vieta la presentazione di nuove domande di accertamento dello stato invalidante – per le stesse prestazioni – “fino a quando non sia esaurito l’iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato”. La disposizione, già parzialmente ripresa negli anni ’80 dal Ministero dell’Interno con proprie circolari, ora (dal 4 luglio 2009) si applica, per legge, anche ai procedimenti di accertamento dell’invalidità civile, cecità civile e sordomutismo. (…) Ciò significa che l’interessato non può presentare una nuova domanda di accertamento, se ha presentato ricorso davanti al giudice o se non ha ancora ricevuto ufficialmente il verbale di accertamento dall’ASL o dall’INPS.

Per la precisione, rispetto ai ricorsi davanti al giudice, la norma si riferisce a “sentenza passata in giudicato”. (…) In sostanza non solo la sentenza deve essere depositata, ma non devono esserci ricorsi in appello o in cassazione, e devono essere trascorsi i termini per la loro presentazione. Il primo risvolto riguarda i casi di aggravamento dello stato di salute o di insorgenza di nuove patologie, in fase successiva alla presentazione del ricorso giurisdizionale. Con la nuova norma non si potrà presentare domanda di aggravamento fintanto la sentenza non sia passata in giudicato. (…) Visti anche i noti tempi della giustizia civile, l’intera disposizione ha un carattere fortemente dissuasivo rispetto al ricorso che attualmente, lo ricordiamo, è ammesso solo davanti al giudice e non per via amministrativa o di riesame.

Ma vi sono anche altri risvolti su cui la norma difetta di ragionevolezza e motivazione. Per esempio: una persona viene riconosciuta invalida al 100% con revisione dopo due anni. Le viene erogata solo la pensione ma non l’indennità di accompagnamento: presenta ricorso al giudice. Trascorrono due anni senza che il giudice si pronunci. La persona non può presentare una nuova domanda per la valutazione della rivedibilità richiesta a suo tempo dalla stessa Commissione.

Per consultare il testo integrale clicca qui

Fonte: handylex.org

 

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Articolo 10 - ottobre 2009

 

CONSIGLI UTILI PER PATOLOGIE ESENTI DA REVISIONE DELLE VISITE

 

La Legge del 9/3/06, n. 80, prevede che i soggetti con menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi gli affetti da sindrome da talidomide e i titolari dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica per accertare la permanenza della minorazione civile o dell’handicap.

Il Decreto applicativo 2/8/07 ha fissate in 12 voci le relative condizioni patologiche. Tuttavia, restando numerosi i dubbi da fugare, il 30/5/08 è intervenuta la Direzione Generale Prevenzione Sanitaria con una nota “urgente” inviata a tutte le Regioni, ai direttori generali delle Usl e all’INPS il quale il 3/6/08 con il Messaggio 12727 impartisce le indicazioni alle sue sedi periferiche (…). Perciò ecco quattro casi con i relativi suggerimenti:

1) persona invalida titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione con certificato di invalidità che prevede una revisione ma che è affetto da patologia elencata nel Decreto 2/8/07. Rivolgersi alla propria Asl in anticipo rispetto alla data di revisione e chiedere formalmente se il proprio fascicolo sanitario sia già stato trasmesso all’INPS per la verifica del diritto all’esonero da ulteriori visite mediche di controllo e di revisione della permanenza dello stato invalidante. Si può citare ed allegare la nota del Ministero del 30/5/08. In caso di risposta positiva, attendere la valutazione dell’INPS. In caso di risposta negativa è preferibile chiedere di fissare la visita di revisione;

2) l’INPS non riconosce il diritto all’esonero da ulteriori visite mediche di controllo e di revisione della permanenza dello stato invalidante, nonostante la persona, titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione, sia affetta da patologia elencata nel Decreto. In questo caso sono possibili due ipotesi. La prima è un semplice ricorso al Comitato Provinciale dell’INPS, allegando documentazione sanitaria probatoria. La seconda, avviare un ricorso davanti ad un giudice tramite un legale o un patronato;

3) la Commissione Usl convoca a visita, in base ad una revisione disposta in precedenza, una persona titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione, nonostante sia affetta da patologia indicata nel Decreto del 2007. Attualmente è consigliabile presentarsi comunque a visita di accertamento, documentando la propria situazione sanitaria con certificazione adeguata e chiedendo l’annotazione relativa al diritto all’esonero da ulteriori visite mediche di controllo e di revisione della permanenza dello stato invalidante. Nel caso questo diritto non venga riconosciuto si può avviare un ricorso davanti ad un giudice;

4) Persona titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione, con certificato che prevede revisione, non viene convocato a visita e la provvidenza economica gli viene sospesa. Rivolgersi subito ad un legale o a un patronato per presentare diffida o avviare un contenzioso in giudizio.

Per consultare il testo integrale clicca qui

Fonte: http://www.handylex.org

 

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Articolo 11 - novembre 2009

 

LA REGIONE ISTITUISCE IL SOSTEGNO ALLA DIALISI DOMICILIARE

 

Nell’ambito dei programmi di potenziamento delle cure territoriali, la Regione ha deciso di istituire in via sperimentale per tre anni un contributo economico a favore dei familiari, dei conviventi o dei volontari disponibili a seguire i pazienti che si sottopongono a dialisi presso la propria abitazione.

“Negli ultimi anni - rileva l’assessore alla Tutela della salute e Sanità, Eleonora Artesio - si è assistito in Piemonte a una progressiva diminuzione del numero di persone affette da insufficienza renale cronica trattate con emodialisi o dialisi peritoneale a domicilio. Ciò è dovuto in parte ad un innalzamento dell’età dei pazienti immessi in dialisi (70 anni la media nel 2007) per il generale invecchiamento della popolazione, che comporta un aumento delle frequenza delle patologie associate e quindi una maggior difficoltà a trattare a casa il malato.

Un altro impedimento è poi determinato dai mutamenti sociali in corso, che portano verso una crescita delle famiglie mononucleari, con anziani soli che non hanno nessun in grado di seguirli nella dialisi a casa. I dati, però, evidenziano anche come la distribuzione dei pazienti in dialisi domiciliare sul territorio sia molto disomogenea tra le varie aziende sanitarie. Ciò fa quindi pensare anche alla presenza di ostacoli culturali e organizzativi all’adozione di questa metodica, nonostante gli studi evidenzino come il trattamento domiciliare abbia numerosi vantaggi sia clinici e psicologici per il paziente, sia socio-economici per il sistema nel suo complesso. Il costo della dialisi ospedaliera è infatti superiore a quello della dialisi domiciliare, per le evidenti maggiori incidenze delle spese relative al personale sanitario, all’ammortamento della struttura e delle apparecchiature e al trasporto del paziente”.

L’assessorato ha così deciso di provare a rimuovere questi ostacoli con l’adozione di un provvedimento che introduce miglioramenti organizzativi nei servizi per la cura dei pazienti affetti da insufficienza renale cronica e soprattutto un assegno a favore di coloro che si facciano carico di persone in dialisi a domicilio. Fulcro dell’iniziativa è l’istituzione presso ogni Centro dialisi di una commissione nefrologica che avrà il compito di valutare le condizioni dei malati e, se ritenute tali da consentire un trattamento dialitico domiciliare, di far predisporre e poi approvare un piano di assistenza individuale che dovrà essere sottoscritto anche dal paziente o da chi se ne prenda cura. Sulla base della tipologia e dell’intervento previsto, la commissione stabilirà anche l’entità del contributo economico a cui ha diritto chi si impegna ad assistere il malato, secondo i criteri descritti nell’apposita tabella (per consultarla clicca qui).

Fonte: http://www.regione.piemonte.it/cms/piemonte-informa/diario/sostegno-alla-dialisi-domiciliare.html

 

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Articolo 12 - dicembre 2009

 

SARÀ L’INPS A GESTIRE LE DOMANDE D’INVALIDITÀ CIVILE, HANDICAP E DISABILITÀ

 

Dal primo gennaio 2010 per chi vorrà richiedere l’invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità le domande potranno essere presentate esclusivamente collegandosi via internet al sito dell’INPS. Una sezione della domanda sarà costituita dalla certificazione medica, nella quale saranno indicate le infermità invalidanti: dovrà essere compilata dal medico certificatore abilitato dall'INPS stesso. Un’altra sezione della domanda è costituita dalla richiesta di prestazione vera e propria, con l'indicazione dei dati personali (eventuali recapiti anche di posta elettronica), del tipo di beneficio richiesto, delle informazioni relative alla residenza o allo stato di ricovero. Questa parte di domanda è compilata direttamente dai soggetti autorizzati. A tale riguardo, la Direzione Centrale dell'Istituto ha assicurato che, oltre ai Patronati, saranno accreditate anche le associazioni a tutela delle persone con disabilità, prime fra tutte l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI), l'Ente Nazionale Sordomuti (ENS) e l'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC). Ci sarà però la possibilità per il cittadino, collegandosi al sito dell’INPS, di poter verificare lo stato di lavorazione della pratica tramite un apposito codice di accesso (rilasciato alla presentazione della domanda). In fase di accertamento sanitario, una volta ottenuta tutta la documentazione medica già presentata per via telematica, la Commissione ASL che effettua la visita sarà integrata da un medico INPS. L'esito della visita sarà contenuto in un verbale elettronico, nel quale saranno specificati i codici nosologici internazionali e l'indicazione circa la necessità di successive revisioni. Nel caso di assenza a visita senza giustificato motivo, la domanda sarà respinta e, per poter ottenere il beneficio, l'interessato dovrà presentare una nuova domanda. Fonte: iapb.it – Redattore: Alberto Gallina.

Da parte nostra seguiremo con attenzione lo sviluppo del nuovo corso, segnalando di volta in volta le cose più significative e importanti.

Inoltre, un’informazione importante: dall’inizio di dicembre l’Ufficio Urp del Comune di Carmagnola è abilitato a rilasciare la Tessera di Libera Circolazione, per viaggiare gratis sugli autobus e treni regionali e interregionali, agli invalidi residenti nei Comuni del consorzio socioassistenziale Cisa31 (Carignano, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi e Villastellone). L’Ufficio si trova in Piazza Manzoni, 10 al piano terra nel Municipio – tel. 011 9724352-4373.

Infine i volontari dell’Informahandicap colgono l’occasione per Augurare un Sereno Natale e un Buon Anno migliore a tutti!

 

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Impaginazione: Inférmahandicap Comune di Carmagnola.